Tra leggende avvincenti e castelli possenti, mura medievali dal fascino magnetico e miti...
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Penisola Sorrentina

....sole, mare e natura

La penisola che divide i Golfo di Napoli da quello di Salerno è ricca di scenari naturali indimenticabili, di case aggrappate alla roccia, di scalinate, di passaggi fiabeschi che lasciano a bocca aperta il visitatore. Nel 1880 Richard Wagner, giunto a Ravelloa dorso d’asino, rimase estasiato dal giardino di Villa Ruffolo ed esclamò di avere trovato“il magico giardino di Klingsor” del secondo atto del Parsifal. Riccardo Bacchelli, di passaggio a Positano, ebbe a dire “una settimana di questo soggiorno rifà l’uomo”. La magica Costiera Amalfitana, un tempo raggiungibile solo con erte mulattiere è ora visitabile utilizzando la Statale 163 che, ad ogni svolta, offre al visitatore panorami di incommensurabile bellezza e poesia. Il nome e le origini di Sorrento si perdono tra mito e realtà storiche. Sicuramente esiste il legame con il mito delle Sirene diffuso nel Golfo di Napoli fin dall’antichità. Le Sirene, come tutti sanno, erano esseri mitologici, metà donna e metà pesce che con il loro canto spingevano i naviganti a naufragare contro le rocce. La fondazione di Sorrento risale al XI secolo; la località fu considerata dai greci uno scalo importante per lo scalo marittimo commerciale. Questi luoghi incantati offrono al turista non solo magiche suggestioni ma anche opere d’arte da non perdere: ad Amalfi, forse la più antica Repubblica Marinara, la Cattedrale di Sant’Andrea (954-1400), arabo bizantina con l’annesso chiostro del paradiso; a Ravello il Duomo di San Pantaleone (XII secolo), la chiesa arabo sicula di Santa Maria di Gradillo (XII secolo) nonchè il grande Belvedere di Villa Cimbrone che permette di spaziare da Atrani (con la chiesa ova si incoronavano e seppellivano i Dogi di Amalfi) al Golfo di Salerno ed alla piana di Paestum; il Duomo a Sorrento (XV secolo) per ricordare solo alcune emergenze da visionare assolutamente. Al pari delle bellezze architettoniche sono sotto l’aspetto gastronomico le specialità della cucina amalfitana. Il territorio, infatti, offre una gastronomia del tutto particolare che oltre ai latticini presenta il raccolto del mare in maniera leggera e stuzzicante. Ogni ristorante ha la sua specialità ma non bisogna dimenticare di assaggiare la “ciambrotta” (piatto campagnolo a base di patate, peperoni e melanzane), le frittelline di alghe e le “bretelle” (fettuccine di farina di riso condite con gamberi e ruchetta). E il “limoncello”, liquore profumato grazie ai limoni locali così celebre da non abbisognare di presentazioni. Ma una visita a questi luoghi consente inoltre l’occasione per acquisti inconsueti od introvabili altrove, ne sono testimoni i tantissimi turisti d’oltre oceano che tornano in America con valigie ricche di preziosi souvenir, come i capi di abbigliamento di moda a Positano, le ceramiche di Vietri e di Sorrento, la carta prodotta alla maniera antica ad Amalfi ed ancora a Sorrento i coralli, le granite ed il legno intarsiato. Facendo ritorno a casa, non potrà mancare nella vostra valigia qualche liquore di queste parti come quello di arancio o di mandarino, di finocchio o di fragola, di noci, di mirto o di rose di bosco. Per soddisfare ogni gusto, da assaporare con gli amici ai quali, raccontando del nostro soggiorno, faremo conoscere con la gola quanto anche per loro sia impensabile frapporre ancora una scusa per rimandare un incontro con questi luoghi fatati, baciati das plendide giornate di sole ed accarezzati da un indimenticabile mare turchese.
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